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             AVVISO PER OPERATORI ECONOMICI E CONSULENTI

Dal prossimo 14 settembre entrerà in vigore il D.Lgs 147 del 6 agosto 2012, in materia di semplificazione e liberalizzazione delle attività economiche.
A distanza di due anni dal varo del Decreto Legislativo n.59 del 2010, meglio noto come "Riforma Bolkestein", che ha recepito in Italia la Direttiva Servizi n.2006/123/CE, il Governo ha adottato il  Decreto Legislativo n.147, pubblicato sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 30 agosto, che introduce ulteriori semplificazioni in materia di semplificazione e liberalizzazione delle attività economiche.

Nel dettaglio, le principali modifiche di competenza comunale.


PUBBLICI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI E BEVANDE

Il settore era stato già oggetto di precedente intervento di modifica con l'art.64 del D.Lgs. 59/10, che aveva permesso- per la prima volta dopo la legge quadro n.287/91- l'apertura di bar, ristoranti, pub, pizzerie, bracerie, birrerie mediante la Scia, cioè immediatamente, tranne che nelle zone del territorio comunale oggetto di apposito e formale        contingentamento per motivi di tutela dell'ordine pubblico, sanità, sicurezza pubblica, vivibilità ambientale, ecc..

La Regione Puglia con il Regolamento n.3/11 di attuazione del D.Lgs. 59/10 aveva comunque previsto per l’apertura di tali attività l’istituto dell’autorizzazione, riservando i subingressi, le modifiche dei locali e le cesazioni alla Scia.

Con il D.Lgs.147 si ribadisce che l'autorizzazione permane tassativamente ed esclusivamente nelle sole zone vincolate secondo i principi prima delineati: negli altri casi, sarà generalizzato e obbligatorio il ricorso alla Scia.

Nel Comune di Corato sarà sufficiente la SCIA, atteso che già con deliberazione n.90/10, all’indomani dell’entrata in vigore del D.Lgs.59/10, era stato previsto che l’apertura di nuovi pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande non fosse più subordinata in tutto il territorio comunale a parametri, distanze e criteri numerici prestabiliti.

REQUISITI MORALI E PROFESSIONALI

Opportuno chiarimento apportato circa il possesso dei requisiti morali per l’avvio di attività economiche.
Il previgente articolo 71 c.3 del D.Lgs.59/10, secondo il tenore letterale, limitava soltanto al commercio la possibilità del soggetto di esercitare l’attività dopo il decorso del termine quinquennale dal giorno in cui la pena era stata scontata o era passata in giudicato la sentenza di condanna, salva riabilitazione.
Analoga chance, invece, non valeva per lo svolgimento dell’ attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande.
Sull’incomprensibile distinzione era più volte intervenuto il Ministero per lo Sviluppo Economico che, con propri pareri, aveva di fatto esteso anche all’attività di somministrazione il suddetto beneficio.
Il nuovo terzo comma dell’articolo 71 sana definitivamente l’incongruenza, per cui la riabilitazione formale o il decorso del termine quinquennale possono essere invocati ai fini della dimostrazione del possesso dei requisiti morali sia dal commerciante che dal barista o ristoratore.

Aver compiuto infrazioni in materia di giochi non determinerà più il divieto di esercitare l’attività, che invece resterà preclusa solo a coloro che siano stati condannati per infrazioni alle normativa sul gioco d’azzardo o in tema di scommesse clandestine.

Sempre in materia di requisiti morali, il relativo possesso dovrà essere accertato- in caso di società-  in capo al legale rappresentante ed ai soggetti di cui all’art.2 c.3 DPR 252/98 mentre- in caso di ditta individuale- anche a carico del soggetto preposto all’attività commerciale, oltre che del legale rappresentante.

Inoltre, in virtù del nuovo Decreto, anche ad un’impresa individuale, così come per le società, sarà consentito avvalersi di altro soggetto munito del requisito professionale per aprire un bar o un negozio.

Ancora, l’art.8 c.1 lett. E) del D.Lgs.147/12 prescrive il possesso del requisito professionale per lo svolgimento di un’attività commerciale del settore alimentare solo quando questa sia destinata all’alimentazione umana e non anche animale: ciò significa che la vendita di mangimi per animali sarà libera, cioè consentita a prescindere dal possesso del requisito professionale da parte del titolare del negozio.

Infine, viene cancellata la previsione contenuta all’art.5 c.11 del D. Lgs. 114/98, secondo cui lo svolgimento del commercio all’ingrosso del settore alimentare, compresi i prodotti ortofrutticoli, era subordinato anche al possesso dei requisiti professionali.
Ora basteranno solo quelli morali.

COMMERCIO AL DETTAGLIO E ALL’INGROSSO INSIEME

Cade un’altra pregiudiziale in materia di commercio, sancita dall’art.26 c.2 del D.Lgs.114/98, quella per cui ingrosso e dettaglio- tranne che in casi espressamente previsti da leggi regionali- non potessero svolgersi congiuntamente,.
L’art.8 c.2 lett. C) della riforma ammette la possibilità di esercizio promiscuo negli stessi locali del’attività di commercio all’ingrosso ed al dettaglio, ma con opportune prescrizioni volte a tutelare le esigenze di programmazione urbanistica legate all’insediamento di medie e grandi strutture.

ACCONCIATORI ED ESTETISTI

Per questi si prevede si prevede che, d'ora in poi, sia pubblico anche il nome del responsabile tecnico, in possesso del requisito professionale in luogo del titolare dell'attività, che sarà inserito nel repertorio delle notizie economico- amministrative (Rea) esistente presso la Camera di Commercio.

TINTOLAVANDERIE

Il Governo equipara le tintolavanderie tradizionali a quelle self- service, rendendo obbligatoria l’apertura previa presentazione di SCIA al Comune.
Tuttavia, per quelle self-service (a gettoni), non sono previsti requisiti professionali, a differenza di quelle tradizionali per cui i requisiti possono essere posseduti dal titolare o dal responsabile tecnico.
Si ricorda che presso le lavanderie a gettoni (dotate esclusivamente di lavatrici ad acqua ed essiccatori destinate all’uso diretto dei clienti) non si possono effettuare lavaggi a secco o trattamenti di smacchiatura, stireria, tintura: proprio per questo, ed in particolare perchè tali attività non comportano la presenza di emissioni in atmosfera nè rischi di scarichi particolarmente inquinanti, si ritiene superflua la presenza del responsabile tecnico, dotato di particolari competenze professionali.


MOLINI

L’esercizio dell’attività di impianto, il trasferimento o la trasformazione di molini esistenti sono soggetti a SCIA, da presentare mediante comunicazione unica al Registro Imprese della Camera di Commercio, che a sua volta la trasmetterà immediatamente allo Sportello Unico per le Attività Produttive (S.U.A.P.) del Comune.

Corato,10 settembre 2012


                                                Il Responsabile S.U.A.P.
                                               Avv. Giuseppe SCISCIOLI
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